Qualche anno fa , esattamente l’8 dicembre 2021 abbiamo scritto un articolo sui Nodi o Granthi, in questo articolo parleremo del primo Nodo o Nodo di Brahma. Se andate a rileggere quell’articolo vi abbiamo spiegato il significato dei nodi, cioè rappresentano le cose irrisolte, e per cercare di risolverle non dobbiamo forzare le situazioni e voler trovare a tutti i costi una soluzione. La disciplina dello yoga ci insegna che possiamo solo lavorare su noi stessi per migliorare le situazioni che abbiamo intorno, non possiamo modificare l’atteggiamento degli altri e possiamo trovare l’armonia, la tolleranza e la comprensione che ci aiutano ad allentare i nodi formati nel nostro cammino attraverso le tecniche di meditazione, che ci permettono di capire i nostri atteggiamenti mentali, il nostro modo di vivere le emozioni. Come vi abbiamo spiegato in quel vecchio articolo nella visione dello yoga l’uomo ha dentro di sè un semino di consapevolezza che riposa alla base della colonna vertebrale, Kundalini, quando iniziamo il percorso di consapevolezza la kundalini inizia a risvegliarsi e inizia la sua risalita, durante questo percorso deve superare tre nodi: il primo è detto nodo di Brahma ed è in contatto con il primo Chakra. Questo nodo rappresenta l’attaccamento alla materia, questo atteggiamento se è molto presente in noi ci impedisce di elevare la nostra coscienza. Quindi per poter lavorare su questo atteggiamento dobbiamo partire dalle cose che ci risultano più semplici, ad esempio iniziare a lasciare andare tutti quegli oggetti che ci ricordano questo attaccamento, possono essere oggetti legati al nostro passato , ricordi , naturalmente partiamo magari con il regalare quelli oggetti meno preziosi e cari per noi per poi passare a qualcosa di più impegnativo. Perchè come ci insegna lo yoga ogni tappa della nostra evoluzione va fatta partendo sempre dalle cose che possiamo affrontare senza creare forzature che ci creano disagi interiori, devono essere delle azioni fatte con consapevolezza con la curiosità di voler capire noi stessi senza colpevolizzarci, solo così potremmo piano piano, un passo alla volta fare un percorso vero e profondo su di noi. Poi possiamo passare a regalare qualcosa di più importante perchè abbiamo capito che quell’oggetto materiale , mobile, sedia della nonna, della mamma o fotografie della nostra famiglia in realtà li abbiamo noi caricati di quel significato, non sono gli oggetti che ci ricordano chi siamo o ci legano a quelle persone , ma sono i momenti, l’affetto e l’amore che abbiamo vissuto veramente importanti. Liberandoci dell’oggetto materiale riusciamo a vivere e capire meglio le nostre emozioni.
Nella nostra scuola una domenica al mese facciamo il corso di meditazione e incontri di Raja, sono percorsi molto importanti e seri chi volesse approfondire questi argomenti ed è interessato ci può contattare.